| Pattaya è il Paradiso | ||||
|
|
Il giovane Perna ha risposto volentieri alle nostre domande. Pattaya è il Paradiso”, puoi parlarcene? E' un cortometraggio che in appena quattro minuti racconta un mondo di perversione inaudita. L'idea di farlo mi è venuta dopo aver visto un documentario realizzato da "Le Iene", più precisamente da Giulio Golia, che raccontava il turismo sessuale sui bambini in Thailandia seguendo un uomo di nome Giorgio Sampech, che a seguito di questo servizio fu arrestato e condannato in Italia a molti anni di reclusione. Sampech ha abusato di centinaia di bambini e bambine, e in quel servizio (ovviamente realizzato con una telecamera nascosta) spiegava come reperire i bambini, e raccontava tutte le sue esperienze con loro. Era agghiacciante la sua lucidità nel fare quelle cose. Nonostante la tua giovane età, nel cortometraggio, affronti un argomento molto importante e significativo…. Io credo che sia molto importante per i giovani affrontare, o almeno provare ad affrontare, argomenti seri ed importanti. Soprattutto se si hanno a disposizione mezzi scarsi e pochissimi soldi, come nel mio caso. Se con una telecamera mini-dv fai cortometraggi comici o le commediole classiche all'italiana rischi di non essere preso in considerazione, mentre se dimostri di saper affrontare un tema importante acquisti uno status da "regista" o "autore" anche se il prodotto non è professionale, perché dimostri di avere buone doti, come l'intelligenza e/o la sensibilità. E comunque a parte questo, noi giovani spesso abbiamo una visione diversa e più fresca rispetto a chi ha molti anni più di noi, e quindi abbiamo il dovere di condividerla con gli altri. Perché hai scelto proprio Pattaya? Perché è la città dove "operava" Giorgio Sampech. Anche il titolo viene da lui, da una frase che disse: "Non è mica l'Italia qui, è il paradiso". La frase era riferita al fatto che a Pattaya se andavi con i bambini nessuno ti dava fastidio... questo succede perché l'economia di Pattaya si basa moltissimo sul turismo sessuale, anche pedofilo. Probabilmente è la cosa che porta più soldi in assoluto in quella città. Dove hai reperito le informazioni necessarie a dare verosomiglianza al film? Mi sono documentato tantissimo sui vari siti internet ed ho preso alcune informazioni dall'Unicef Italia. Come si è svolta la realizzazione del cortometraggio? E' stato tutto molto semplice e veloce. Le riprese sono durate appena tre ore, senza problemi di nessun tipo. La troupe era composta da pochissime persone e questo ha facilitato il tutto. I centocinquanta euro di budget sono stati spesi per la stanza d'albergo e qualche oggetto di scena. Dove è stato girato il corto? So che sembra davvero la Thailandia, ma in realtà il posto è nella zona di Giugliano in Campania, più precisamente a Varcaturo. Come è avvenuta la scelta del cast? Cercavo un attore bravo, serio e con una voce molto calda e rassicurante, Fabio De Caro rispecchiava perfettamente tutte queste caratteristiche. Ancora non riesco a credere che, un attore del suo calibro, abbia deciso di dare fiducia ad un ragazzino come me; quando l'ho contattato, infatti, avevo un solo cortometraggio alle spalle, ma lui ha scelto di darmi fiducia comunque, e alla fine so che è rimasto molto contento di averlo fatto. E' stato invece molto più difficile trovare la bambina, perché i genitori, visto il tema, si tiravano indietro. Alla fine degli amici di famiglia mi hanno dato fiducia, ed ho trovato Manila Montefusco, una bambina napoletana di appena 7 anni, molto spigliata e simpatica. Nonostante l’età della piccola interprete, è balzato subito agli occhi la sua enorme capacità di comunicare in maniera così verosimile la tragedia che ogni giorno migliaia di bambini vivono sulla loro pelle…. Sì, Manila è stata molto brava. Non era mai stata su un set, eppure ha saputo darmi quello che cercavo con estrema semplicità ed efficacia. Magari da grande vorrà continuare con la recitazione, chissà! Come giudichi complessivamente il tuo film? E il pubblico, come l’ha recepito? Beh, credo di aver fatto un buon lavoro. Questo corto ha avuto un successo enorme, soprattutto rispetto alle basse aspettative che avevo all'inizio. E' stato proiettato a quasi sessanta festival in Italia e nel mondo, ed ha anche vinto molti premi. Il pubblico è rimasto sempre molto colpito. Mi dispiace solo che in molti non abbiano capito che i difetti tecnici di questo corto, come immagini mosse, sfocate e sovraesposte, siano stati in realtà una scelta registica, fatta per dare al cortometraggio delle sembianze documentaristiche, che poi sono l'ennesimo riferimento al servizio de "Le Iene". Per capire che ero già capace di girare bene, basta guardare il mio primo corto "Back off", realizzato due anni prima di questo, e che tecnicamente è pressoché perfetto. Come è nata la tua passione per il cinema? Di preciso non saprei, è una cosa che mi è venuta naturale, è quasi come se non avessi alternativa. Molta gente sente che il mezzo d'espressione più adatto a loro è la musica, altri la fotografia, altri ancora la letteratura... io sentivo che era il cinema, che reputo il mezzo più completo ed efficace di tutti. Peccato però che è un mezzo poco democratico... perché a differenza di musica, fotografia e libri non si fa con poco, ci vogliono i produttori, i soldi contano molto. Quello che mi dà un po' fastidio del mondo dei cortometraggi ad esempio, è che sia i selezionatori che i giurati dei festival, molto spesso, non tengono conto delle differenze economiche, giudicando alla pari corti fatti con 100 euro e quelli fatti con 100.000 euro. Ma forse è giusto che sia così, in questo modo ci allenano al futuro, perché funziona in questo modo anche nel cinema vero, dove i piccoli film europei devono competere con i colossal hollywoodiani. Quali progetti hai per il futuro? Per i registi funziona così... su dieci progetti che pensi e organizzi, riesci a portarne a termine uno. Ultimamente ho diverse cose in ballo, un forse-documentario, un forse-videoclip, e un forse-format tv. Quello che è certo, è che continuerò a fare cortometraggi, nella speranza di riuscire, un giorno, a fare il "grande passo", cioè... un film vero. Intervista a cura di Laura Adduci
|
| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 20 Gennaio 2010 16:40 ) |

Vi presentiamo il cortometraggio della settimana: "Pattaya è il Paradiso", vincitore del Premio Achille D'Oro 2008, del giovane regista Paky Perna. Il fillm è ispirato a tante storie vere, questo cortometraggio racconta di una realtà spaventosa, a molti sconosciuta. 






