Apri login
"Choices" di Mario Spinocchio
Mercoledì 14 Aprile 2010 12:18    PDF  | Stampa |  E-mail

 

“Choices” è un cortometraggio di Mario Spinocchio (laureato in Lettere Moderne, vanta un curriculum notevole che denota un grande impegno professionale e lo ha portato a diplomarsi in regia presso la New York Film Academy Hollywood -Universal Studios a  Los Angeles) che in una manciata di minuti riesce ad imprimere su pellicola una storia-dramma che coinvolge e suggestiona

E’ un cortometraggio di grande impatto emotivo, evocativo se vogliamo anche corale in alcuni fotogrammi con una dolce ed intensa sfumatura poetica. Viene presentata una storia omosessuale con tutte le difficoltà che la confessione ad una donna (presumibilmente amata?) presenta. La storia si basa su equilibri precari che vengono scossi dalla confessione e vede controbilanciarsi forze e sentimenti non solo diversi ma anche contrastanti. La gravità dell’accaduto rappresentato dal dramma dello svelamento alla donna da un lato  si controbilancia con la rivelazione di una verità liberatoria per l’uomo che subito dopo  affranca la propria coscienza sciogliendo la sua autentica identità. Il tutto scorre in maniera delicata che riporta alla mente nostalgiche atmosfere western intessute da velati riecheggi propri della commedia all’italiana.

Come ti è  venuto in mente il soggetto per questo cortometraggio?

Questo cortometraggio è un’improvvisazione. Un giorno mentre mi trovavo negli studios sono stato chiamato dal direttore del corso il quale con molta non chalance mi ha comunicato che che avevo un’ora e mezza per improvvisare un corto di un minuto e mezzo circa. La produzione stessa mi ha messo a disposizione tutti i mezzi (pellicola, mdp, parco luci), i tecnici e gli attori. Riguardo a questi ultimi sono stati imposti da loro. In quell’istante sono andato nel panico. Con una Jeep mi hanno portato sul set, anche quello avevano deciso per me. Proprio lì ho avuto modo di conoscere gli attori, che a dire il vero non mi convincevano tanto. Non avevo neanche il tempo di parlare e conoscerli un po’. Ti dico ero veramente in crisi, non sapevo cosa raccontare. Quando vidi che il battente della porta a causa del vento si chiudeva e si apriva, si chiudeva e si apriva, nello stesso tempo rivolgo lo sguardo verso L’attrice, lyudimilla, aveva un’espressione seria e triste, forse aveva capito che non mi convinceva, e mi guardava con quegli occhioni grandi comunicandomi, : non ti deluderò.Fu proprio lì : l’apertura e la chiusura continua della porta che mi hanno portato a imprimere questa storia sulla pellicola. Scelte. Le decisioni, i bivi non fanno altro che lasciare una strada (chiusura) e intraprenderne un’altra(apertura). La porta è il simbolo che ti comunica che tu puoi chiudere tutte le situazioni , ma puoi sempre riaprire con la stessa chiave con cui le chiudi . Sembra un ossimoro ma non lo è.

Come mai  la scelta del bianco e nero? Perché maggiormente evocativa oppure volendo coglierne un messaggio più segreto e recondito: perché la difficoltà di esprimere oggi la propria identità sessuale, nel caso specifico l’omosessualità deve essere un retaggio passato (come il bianco e nero su pellicola), uno step che deve essere superato per guardare avanti?

Anche quella, il B/N è obbligatoria a Hollywood per gli studenti della N.Y.F.A., e io adoro quel genere di fotografia. Non credo che oggi sia difficile dichiarare la propria identità sessuale. Fortunatamente anche se la società sembra omofoba,  in effetti non lo è . Oggi, grazie ai film, alle fictions, ai reality, alla quotidianeità, tutto è rientrato nella cosiddetta “normalità”. Perché di normalità si tratta. Io sono molto cattolico, e cerco di osservare, ma non credo nello specifico nel peccato contro natura. Perché se la natura di un uomo è amare un altro uomo, sarebbe contro natura amare una donna e viceversa. Come vedi io parlo d’AMORE. Non di sesso o sessualità, queste sono solo etichette ideate da alte cariche all’epoca medievale solo per poter gestire le menti degli uomini. Inculcando loro la paura della libertà d’amare. Choices non è altro che una scelta dolorosa, affrontata con amore e onestà.

L’anticipazione musicale che lascia presagire il dramma è armonizzata con maestria con  l’ambientazione la cui scelta è molto interessante, sospesa tra location western e phatos alla Anna Magnani. E’ solo un impressione fondata o solo percepita? Come l’hai costruita dosando così bene la contaminazione tra idee-generi diversi?

Si, non è un’impressione, hai percepito bene, e sono molto contento che arrivi il phatos alla Anna Magnani, io ho due muse ispiratrici : Anna Magnani, e Whoopi Goldberg. La musica dopo giorni di pensamenti e ripensamenti, mi è stata suggerita da Salvo D’Angelo (autore e cosceneggiatore del film che stiamo preparando per l’autunno prossimo, che sarà girato in Sicilia). Io adoro le contaminzioni, i folclori, io adoro raccontare il popolo, quello vero, quello che vive la dimensione della routine, delle problematiche, dell’annaspare, il popolo dal sorriso spontaneo perché ancora capace di farsi catturare da un’ evocazione scaturita da una semplice banalità. Ecco questo è ciò che mi appartiene la semplicità. L’emozione per le piccole cose, la stessa che leggi sia negli occhi di un bambino nel ricevere una caramella, sia in un adulto nel vivere una semplice gratificazione. Con questo non voglio dire che le alte sfere siano irreali, ma è il  popolo che è sempre protagonista della storia, anche se molte volte non se ne rende conto e vive quasi nascosto, inconscio d’avere il potere in mano.

Scegliere è  sempre un dramma, un bivio e mai come in questo caso lo rappresenta. Perché voler far emergere l’ omosessualità attraverso un confronto-scontro con l’altro lato della medaglia ovvero l’eterosessualità?

Effettivamente potrei sembrarti controverso rispetto alla prima domanda, ma nel mio percorso ho conosciuto  uomini e  donne che apparentemente vivevano una vita matrimoniale felice, ma poi dietro c’era la sorpresina. Con questo corto ho voluto in un certo qual modo invitare a sconfiggere tutte quelle barriere di provincia e di finto perbenismo e uscire allo scoperto, anche se in alcuni ambiti purtroppo è difficile, ma non impossibile.

E’ sempre difficile scegliere, credi che ogni scelta vada necessariamente accompagnata da drammi e che la contropartita sia coincidente con una rinuncia dolorosa?

Oddio, per me scegliere è quasi impossibile, sono sempre l’eterno indeciso, ma nel momento in cui scelgo difendo la strada intrapresa a costo di mettermi contro tutti, ma prima d’arrivare a quel punto il percorso è molto lungo e faticoso. Comunque, Non sempre, scegliere significa rinunciare, anzi molte volte significa aprirsi ,  arricchirsi, abbracciare nuove situazioni. Significa crescere. Il dramma oggi è una costante della vita. L’uomo , quasi , si tutela attraverso il dramma diventando vittima di se stesso.  Perché attraverso esso riceve pietà, oggi riuscire a essere compatiti fa sentire vincenti. Una volta la società era dei leoni, oggi è dei…

Il cortometraggio si apre con la scelta in fase di compimento e la verità che è  già stata svelata. Si è spettatori diretti del dramma (della donna) nel suo compimento che ha un carattere notevolmente poetico. Come mai questa scelta registica?

Come ti dicevo è stata la porta che mi ha evocato questa storia in quell’istante. La porta da chiusa si apre, a cosa? Sicuramente ad un cambiamento. La donna rappresenta la paura , l’abbandono, la madre che taglia il cordone ombelicale in modo selvaggio e doloroso, quasi violentata nel suo essere donna. Dall’altro l’uomo rappresenta con quel suo sorriso comprensivo, il dolore ,ma al contempo la voglia di scoprire, di vivere la sua attuale scelta. Uso attuale perché, la porta è simbolo d’uscita ,ma anche di rientro.

Intervista a cura di Paola Tarasco

 

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Aprile 2010 12:18 )
 

Consigli per gli acquisti

“Minchia di Re” di Giacomo Pilati

È una storia realmente accaduta quella che ha ispirato Giacomo Pilati, giornalista nato a Trapani. Un pettegolezzo antico, la cronaca di una metamorfosi costruita intorno al curatore di una cava ...

Arti e Spettacolo

Speciale Venezia 2010: Sposerò Nichi Vendola: solo provocazione?

All'interno della sezione “Controcampo Italiano” il cortometraggio “Sposerò Nichi Vendola” di Andrea Costantino anticipa il film “Ma che storia” di Gianfranco Pannone. Sulle note dell'inno italiano “Fratelli d'Italia” si apre ...

OnAir

FRESHLYGROUND: il gruppo “Waka Waka”

La musica che viene dal Sud Africa, un angolo del mondo quasi dimenticato, tornato in auge solo grazie ai mondiali di calcio del 2010. Un angolo di mondo ostile per ...

Animal House

In piazza contro la direttiva UE sulla vivisezione

Si terrà oggi alle 13:00, in via Cavour a Firenze (sotto la Prefettura) una manifestazione-conferenza stampa per protestare contro la nuova direttiva sulla vivisezione che sarà votata sempre oggi a ...