Apri login
“Hitler Vs. Gandhi” di Maia Guarnaccia
Mercoledì 21 Aprile 2010 12:47    PDF  | Stampa |  E-mail

Hitler Vs. Gandhi è il geniale cortometraggio dello scrittore e regista  Maia Guarnaccia. E’il secondo capitolo di un’interessante trilogia (il primo è stato Garibaldi Vs. Che Guevara ed il terzo sarà Coco Chanel Vs.  Jeanne d'Arc) che mette a confronto personaggi della storia che non si sono mai incontrati e che sono assai distanti tra loro non solo per i periodi storici di cui sono stati attori-attivi condizionandone il corso ma soprattutto per il pensiero-giuda predominante che hanno perseguito. In uno scenario da fine del mondo avviene l’incontro tra il codardo ed il saggio: Hitler e Gandhi navigano a bordo di una piccola imbarcazione nel bel mezzo del mare, sotto un sole di piombo. La difficile interazione tra questi due grandi personaggi storici simboleggia il confronto tra il bene e il male. Hitler, figura burlesca, sempre più nervoso, provoca Gandhi, che invece sa rimanere sorridente e stoico in qualsiasi situazione. Hitler ha gettato la bomba per annientare l'umanità ma ne da' la colpa all'altro, ha paura del mare, e' in preda all'horror vacui, per difendersi dalla propria nullità può solo odiare, disprezzare il prossimo. Gandhi e' sereno, conscio dei propri mezzi, quasi paternalista. Osserva in silenzio. Forse giudica, forse medita .E' la lotta eterna tra il bene e il male. I due nemici si studiano...


Da cosa nasce l’idea di mettere insieme su di una barca due personaggi che in maniera diversa sono stati dei “grandi” e che forzatamente devono confrontarsi fra loro?
Ho cercato un’atmosfera  atemporale , senza spazio, senza confini, un luogo più metafisico che surreale.
Ho cercato l’infinito. E nel mezzo dell’infinito due personaggi antitetici sono costretti a condividere lo stesso spazio.


I due personaggi sono ben delineati arricchiti da un personalità molto forte di grande impatto sullo spettatore. Questo risultato ha richiesto molo tempo nella costruzione dei personaggi?
Nonostante fosse un gioco tra persone diverse tra loro che si sono avvicinate da un’idea, i due attori credo siano stati molto responsabilizzati dal fatto di dover interpretare dei personaggi così rilevanti nell’immaginario collettivo. Ne abbiamo discusso parecchio. Gli ho consigliato di uscire dai loro canoni, troppo caricaturali, per ottenere il risultato voluto.
Per sdrammatizzare e stravolgere il punto di vista ho  chiesto a Luca (Hitler)di fare il verso a Pozzetto (in versione anni 70) e a Francesco (Gandhi) di accentuare l’atteggiamento distaccato e paternalista, e quasi razzista britannico tipo David Niven.


Il cortometraggio, che indugia su caratteristiche spiccatamente attribuibili al male (in Hitler)e al bene( per Gandhi)  induce alla riflessione senza mai abbandonare una esilarante vena ironica che interessa e diverte. Come è riuscito ad armonizzare il dramma con l’ironia?
Nella mia ispirazione sono passato da Jarmush in “Coffe and cigarette” di cui mi ha deluso il solito incontro tra divi o celebrities che siano, a “Alien vs Predator”in cui ci si domanda come si possano investire tanti soldi per affiancare personaggi senza senso. Nel processo di demistificazione ho pensato a “il Sole” di Sokurov e all’Hitler interpretato da Chaplin, temi serissimi affrontati con quel lato terreno che appartiene a tutti noi umani.


Da cosa è stata dettata la scelta del bianco e nero? I personaggi sono “baciati” da un sole che picchia a piombo, la luce è molto intesa quasi accecante, è stata una scelta voluta e se sì quale significato si cela?
Con il bianco e nero credo ci si avvicini all’atemporalità’ di cui sopra e nella mia ottica il dettaglio del mare assomiglia al mercurio liquido, che porta in rilievo la tempesta interiore che in molti condividiamo. La luce del sole e il mare con il bianco e nero mi hanno aiutato a uscire dai canoni italici di “Mediterraneo” o “Respiro”.


Hitler è l’emblema della miserabile natura dell’uomo ormai proteso verso un disperato tentativo anacronistico di voler imporsi ancora attraverso l’intimidazione ed il comando che però scadono nel grottesco e nel burlesco. Come ha costruito il personaggio e su quali aspetti della figura dell’uomo despota si è soffermato?
Il tema Demistify della mia trilogia presentata al festivals di Miami e Locarno, vuole chiaramente rimettere in discussione i valori assodati, vuoi per propaganda vuoi per pigrizia dallo status quo. Gandhi si confrontava con missive a Mussolini con cui condivideva il rapporto non felice con il mondo anglosassone e con lo stato lassista del proprio popolo, che in un modo o nell’altro andava disciplinato. Che Guevara, che e’ diventato un marchio globalizzato ( e’ celebrato dai nostri ragazzi di sinistra nelle manifestazioni ma anche la faccia più presente su t-shirts e tazze), nonostante avesse dedicato una vita al basso profilo da un lato e da una ribellione scomoda e vistosa dall’altro, mentre Garibaldi che e’ uno dei pochi personaggi rilevanti (nel bene e nel male) della storia italiana, e’ stato completamente rimosso dall’opinione pubblica.


In pochi minuti non si è fatto mancare proprio nulla dal cammeo di Mao Tse Tung, il “bolscevico bastardo muso giallo”, come lo descrive Hitler, al tragico grido finale sempre di Hadolf “Voi! Negri. Comunisti, ebrei, omosessuali [...]! VOI avete distrutto questo pianeta!” al finale adorabile e geniale di Gandhi che si abbandona ad un ghigno compiaciuto. Non ha avuto peli sulla lingua, per la sua onestà e coraggio ha avuto qualche problema nella diffusione del corto?
Le difficoltà nella diffusione del corto/corti ci sono state, ho ricevuto una miriade di critiche, ma il mio intento non era di stupire per stupire, l’effetto speciale fine a se stesso non mi e’ mai interessato. Quello che mi interessa e’ l’osservare con un punto di vista alternativo la Storia con l S maiuscola, intesa come verità costituita, che spesso non e’ altro che l’interprestazione della realtà espressa dai vincitori. Il politicamente corretto e’ nobile nel suoi intento, nella politica, nella vita di tutti i giorni, ma non per celare sotto un velo di ipocrisia un mondo completamente imperfetto e soprattutto iniquo.


Il male che nasce dalla paura, dalla paura dell'ignoto, dell'altro, e il bene, così giusto, così rassicurante, da risultare insensibile alle mediocri problematiche umane. Cosa pensa possa rappresentare il male peggiore nella società odierna e cosa il bene che dovrebbe essere maggiormente perseguito?
Il male peggiore e’ nella mancanza d’amore tra gli esseri umani.
Il bene che dovrebbe essere maggiormente perseguito dovrebbe essere quello dell’amore.
Per quanto banale e ingenuo possa sembrare, se le persone amassero il prossimo ci sarebbe meno inadeguatezza che genera sofferenza, che spinge alla violenza.  E quando si parla di violenza non intendo solo violenza fisica ma anche psicologica, penso alla violenza a livello economico, la divisione tra benestanti e nullatenenti, etc…

 

Intervista a cura di Paola Tarasco

 

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Aprile 2010 10:19 )
 

Consigli per gli acquisti

“Minchia di Re” di Giacomo Pilati

È una storia realmente accaduta quella che ha ispirato Giacomo Pilati, giornalista nato a Trapani. Un pettegolezzo antico, la cronaca di una metamorfosi costruita intorno al curatore di una cava ...

Arti e Spettacolo

Speciale Venezia 2010: I “black swan” in balia della trasgressione

Una botta allo stomaco difficile da tenere a bada. Il bene e il male che si confondono, l'uno è l'interfaccia dell'altro di cui subito si perdono le labili linee di ...

OnAir

FRESHLYGROUND: il gruppo “Waka Waka”

La musica che viene dal Sud Africa, un angolo del mondo quasi dimenticato, tornato in auge solo grazie ai mondiali di calcio del 2010. Un angolo di mondo ostile per ...

Animal House

Trovato piccolo di squalo bianco nel canale di Sicilia

Pesca eccezionale a Lampedusa: i ricercatori dell’ISPRA, impegnati dall’inizio dell’anno a raccogliere dati sulla biodiversità marina nel Canale di Sicilia, si son visti consegnare da un pescatore  una femmina di ...