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Isola Tiberina
23-26 giugno
La Sala Mostre dell’Istituto Cervantes di Roma, in Piazza Navona è stata culla della presentazione del “Primo Festival di Cinema Latinoamericano sull’Ambiente: Salviamo la Pachamama” che si terrà a Roma da mercoledì 23 a sabato 26 giugno 2010 sull’Isola Tiberina. La kermesse cinematografica che avrà come protagonista il “Risveglio del Continente Lantinoamericano” è dedicata all’Ambiente, alla difesa della Biodiversità e del Pianeta Terra, ideata dall’Associazione Nuovi Orizzonti Latini, e realizzata in collaborazione con “L’Isola del Cinema” di Roma. Nella lingua degli Inca, infatti, la parola “Pachamama” significa Madre Terra. In questo evento, unico nel suo genere, Roma avrà l’occasione di conoscere alcune delle opere cinematografiche, tra le più rappresentative, provenienti dalle Americhe. Di oltre cento film arrivati sono stati arduamente scelti circa trenta, tra film, lungometraggi e cortometraggi di recente realizzazione provenienti da Bolivia, Perù, Brasile, Messico, Ecuador, e altri Paesi. Sabato 26 giugno, a conclusione della maratona cinematografica, una giornata di Festa con riti, spettacoli, musiche e danze folcloristiche con artisti rappresentanti della cultura Brasiliana, Peruviana, Boliviana e Ecuadoriana e inoltre uno spazio dedicato per giochi a tema ambientale pensato per i bambini. Verranno assegnati due premi: il Primo Premio “Gillo Pontecorvo” che sarà consegnato dal Direttore Artistico de “L’Isola del Cinema” di Roma Giorgio Ginori ed il secondo Premio “César Vallejo”alla “Migliore Sceneggiatura”sarà consegnato da Marcelo Enrique Conti del Dipartimento Studi per lo Sviluppo (Spes) dell’Università di Roma Sapienza e Vice Presidente dell’Accademia Internazionale Scienze Ambientali di Venezia Il 1° Festival di Cinema Latinoamericano sull’Ambiente a Roma vanta il sostegno di autorità istituzionali, diplomatiche ed autorevoli esponenti del mondo scientifico e culturale , tra gli altri, di istituzioni quali: Assessorato alla Cultura della Provincia di Roma, il direttore dell’Istituto Cervantes di Roma , Mario Garcìa De Castro, l’Ambasciatore di Bolivia in Italia Esteban Elmer Catarina Mamani, il Dipartimento di Studi e Ricerche dell’Università “La Sapienza” di Roma : Marcelo Enrique Conti e l’Accademia Internazionale di Scienze Ambientali di Venezia (IAES), presieduta dal Premio Nobel per la Pace, l’argentino Adolfo Pérez Esquivel. Il Festival sarà uno spazio da dedicare alla “bio-diversità” che consente l’integrazione culturale. Una grande sfida consentita grazie ad un grande impegno umano e professionale che partendo dalla riflessione culturale e politica si propone l’obiettivo di vivere in armonia con la comunità e la natura nel rispetto dell’identità del territorio, della solidarietà, complementarietà e reciprocità per dar vita ad un connubio nuovo ed innovativo uomo-natura. Rammentando il sacro rispetto che il popolo incaico aveva per la Natura, si vuoleo dare voce a “madre terra” e proporre una nuova democrazia, quella della Terra appunto che offre di vivere in armonia con la Natura riproponendo il messaggio di profondo amore che hanno tramandato i popoli originari. Nell’arco degli ultimi anni abbiamo assistito, pur avendone saggiato un flebile eco ad una silenziosa, lenta ma progressiva evoluzione che ha investito ogni sostrato della società sintomatico di un rivoluzionario cambiamento del viver civile. Basti pensare all’Ecuador che ha inserito per la prima volta nella storia nella propria Costituzione la salvaguardia ambientale punendo i delitti contro la Natura. Ogni tipo di progresso dell’uomo è avvenuto grazie alla Natura che gli ha consentito di stendere la mano spesso malsana su di se concedendosi al volere del profitto e piegandosi alla legge del più forte. Ma è semplice abbandonarsi all’abuso sconsiderato che conduce al duello tra natura-uomo-progresso che sul piano dialettico passa inevitabilmente a quello territoriale. E la natura spesso si ribella, senza esclusione di colpi. Il Festival sarà un momento di conciliazione ed educazione all’ascolto, alla riflessione che stimoli nuovi comportamenti più responsabili volto all’apertura verso nuovi orizzonti sociali e culturali volto al recupero delle tradizioni.
di Paola Tarasco
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