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Scotch Ale, R+R il debut album
Lunedì 29 Marzo 2010 12:43    PDF  | Stampa |  E-mail

Gli Scotch Ale è una band Pop-Rock che si è formata nel 2008. Il viaggio negli Stati Uniti è stata un’esperienza che difficilmente dimenticheranno: ha cambiato il loro modo di vivere la musica. Un viaggio duro ma pieno di soddisfazioni; solo toccando con mano ci si rende conto di essere nel paese della Musica. I tre ragazzi di Conegliano (Treviso) hanno l’aria da sbarbatelli, ma in realtà la sanno lunga. Il loro debut album è pronto per calcare la scena italiana e americana. Ale, chitarra e voce della band ha risposto così alle nostre domande.


Scotch Ale…come nasce questo nome?

Ora di “Ale” nella band ce n’è solo uno. Ma inizialmente eravamo in due. Il nome proposto con insistenza dall’altro “Ale” era “Scotch” ma da solo sembrava un po’ “insipido”… è proprio in un pub che ho avuto l’illuminazione (strano)… Scotch ALE. Il nome ci è subito piaciuto… andava bene anche per il progetto in inglese… è una nome “già sentito” (non per una band) … la gente si chiede spesso se sia “Scotch Eil” o “Scotch ALE”… per cui resta ancora più impresso.

Come è stato il viaggio in America e cosa avete fatto?

A parte una toccata e fuga a Miami e San Diego, le cui curiosità e argomenti sono difficilmente trattabili in un’intervista…  il resto della permanenza è stata a Santa Monica (Los Angeles), dove ogni mattina ci si faceva 30 Miglia sulle Highways di Los Angeles per andare in studio a registrare da Fabrizio Grossi, il nostro produttore. E’ stata un’esperienza dura ma bellissima.
Siamo stati trattati benissimo e lì la gente è veramente “cool”. Vedremo se qualcuno ci darà la possibilità di ripeterla…

A quando il primo disco?

La versione italiana di “R+R” è uscita in digitale a settembre, mentre la “U.S. version” a gennaio. Il tutto è stato fatto un po’ in sordina per una serie di motivi: nonostante i primi singoli dell’album, (cioè “Close my eyes” e “Vita (col) Top”) avessero ottenuto una buona rotazione TV e gli ottimi risultati delle nostre campagne “viral” (in particolare “Scotch Ale vs. Tband), eravamo un progetto giovane e quindi non molto conosciuto. Ci tengo a precisare senza vergogna (anzi, col senno di poi direi proprio con orgoglio), che siamo una band completamente indipendente, tutto quello che abbiamo fatto è merito o demerito solamente nostro, conquistato a suon di “plettrate” e di “bacchettate”. In poco più di un anno, ci siamo fatti conoscere parecchio e ora siamo pronti per promuovere al meglio l’album, una cartuccia che non volevamo sparare a caso.


Nei vostri ritornelli le linee vocali trasudano “America”, mi sbaglio?


Giustissimo. Ma non direi solamente da un punto di vista “musicale”. America per noi vuol dire grandi spazi, libertà, bella gente, belle esperienze, sapersi prendere in giro… e prendere in giro.
Contrariamente a molti artisti e band che ricercano “a tavolino” di ricreare un sound “americano”, a noi questa cosa è venuta da sola, semplicemente perché abbiamo capito che l’”America” ce l’abbiamo anche qui, è semplicemente uno stato d’animo.

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Marzo 2010 13:13 )
 

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