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Supergiù, il primo album degli Aulicino
Lunedì 12 Aprile 2010 13:19    PDF  | Stampa |  E-mail

Gli Aulicino sono una band pop-rock siciliana e il legame con questa terra si rispecchia nei loro brani. Raccontano la passione per la scrittura, la poesia, la filosofia e la letteratura che è cresciuta di pari passo con la musica. Il loro primo album “Supergiù” è ricco di atmosfere, sonorità avvolgenti che permettono alla mente dell’ascoltatore di viaggiare…lontano, senza destinazioni. A rispondere alle nostre domande c’è Luca Aulicino, cantante, autore delle musiche e dei testi. 


Come nascono gli “Aulicino”?
Ciao. Ringrazio, intanto, la vostra redazione e te, lettore, che ci stai seguendo! E seguendo le note stesse della vita, posso rispondere che, anche artisticamente, così “Aulicino” è nato... “piangendo”! Sai, però, quel pianto che feconda tutto, dentro te, e tutto intorno?! Ad ogni modo... quel pianto. È quel pianto che ti apre le porte dell’intimo. E così, un bel giorno, ti ritrovi a “pescare” nell’oceano di quel tuo piccolo essere, tutto “preso” e, meravigliato, scopri, e senti che quel che trovi, quel tesoro che inizia a schiudersi, “deve essere consegnato”, semplicemente... consegnato. E allora ti fermi, ascolti, ed ecco: sei nato! A parte questo, sei la prima persona che mi ha chiesto di “Aulicino” come riferendosi a una “band”! Beh, “tecnicamente”, “Aulicino” non è il nome di una “band” ma mi fa piacere questo modo di vederla perché rispecchia una mia tendenza a credere e agire cercando continue simbiosi umane e professionali. Poi, la scelta di non mettere il nome - tenendo solo il cognome, intendo - voleva anche suggerire un riferimento non troppo vincolante alla mia persona; e così anche la scelta di affidare tutto di me al “simbolo di rinascita” (quello che graficamente presenta anche il concept-album “supergiù” in copertina), cercando in un qualche modo di subordinare l’apparire personale alla comunicazione prioritaria di un contenuto. Ritornando alla tua domanda, in altre parole, posso dirti che la premessa ma anche la condizione della mia “nascita artistica” è quella di me come “lettore”. Sono uno che, prima di avventurarsi in una qualsiasi “produzione”, si sforza il più possibile per restare sempre in ascolto e leggere dentro sé, e dentro il mondo stesso. Detto questo, l’ “Aulicino” che produce artisticamente,  soltanto dopo, nasce come “scrittore”. Dal punto di vista musicale, se posso affermare di essere anche un “cantautore”, dunque, lo dico nel senso di un lettore/scrittore che si è trovato a cantare una piccola parte dei suoi testi, e se, ancora, posso affermare di essere un “musicista”, “compositore” e “regista”, lo dico nel senso che mi sono “naturalmente coinvolto” anche nella produzione di brani puramente strumentali come anche nella direzione di produzioni video legate a quei soggetti letterari e musicali che, in senso ampio, vanno delineandosi di continuo. E, riferendomi a quest’ultimo campo, il videoclip dell’ultimo singolo “La Nuova Riva”, tratto dall’album “supergiù”, rappresenta la mia prima completa esperienza di regia con la quale è stata raccolta la sfida di rappresentare l’immagine di una possibile nostra “rinascita” senza cedere a un sempre oggi più abusato linguaggio “usa e getta” e tenendo un linguaggio simbolico e poetico senza, con questo, rinunciare a un flusso dinamico e fresco. Ritornando a quel tuo riferimento a “gli Aulicino”... per le riflessioni fatte inizialmente, insomma... puoi tenerlo come anche corretto!

Quanti ostacoli avete superato per arrivare a “Supergiù”?
La produzione di questo concept-album - che ha visto la fondamentale collaborazione con Maurizio Bassi come produttore artistico sensibile e attento alle dinamiche del progetto - in effetti, è arrivata dopo un lunghissimo lavoro di preparazione. Ma, più a monte, la scelta e la realizzazione di brani che potessero rendere proprio il senso di un cammino “su-per-giù”, che è la sintesi del concept rappresentato, non è stata un’operazione facile. Quando avverti un certo senso di “responsabilità” nella comunicazione artistica, d'altronde, niente è scontato, anche quando la realizzazione si affida a una buona dose istintiva. Intendo dire che il lungo tempo passato prima di approdare a questa pubblicazione non è dipeso tanto dalla realizzazione “materiale”, o da non so quali calcoli di studio, ma dal fatto di vivere e “volere”... fino a sentire davvero “rilevante” la costruzione, principalmente, di un progetto che aspiri ad esser “vero”. Ci sono due brani strumentali che, posti all’inizio e alla fine dell’album (“Ov-Est” e “Fuga”), funzionano come “pilastri di realtà”: hanno un sapore volutamente molto diverso dal resto delle tracce che, invece, si articolano tra questi due pilastri come una “passerella di sogno”. E su questa fune onirica distesa sul mondo, si compie il viaggio di “un uomo”. La rappresentazione grafica del “cammino su-per-giù”, specialmente in un tempo in cui il “supporto fisico” sembra non avere più rilevanza, è stata poi un’altra importante sfida che abbiamo raccolto e, infine, credo si sia riusciti bene a rendere il concept nei suoi molteplici aspetti cromatici e concettuali, e questo, soprattutto, grazie al determinante contributo di Johnny Virgara col suo impareggiabile talento grafico-estetico. Seguendo il concept, la direzione sostanziale del viaggio è, quindi, “su-per-giù”, nel senso di un invito continuo affinché l’uomo che raccoglie gli “alti tesori” in questa vita - valori, potere, sogni, ricchezza, emozioni... - possa continuamente renderli “giù”, restituendoli in e a quella realtà profonda cui egli stesso appartiene, insieme agli altri esseri, senza mai dimenticarsene. In questo modo, qualsiasi cosa che conta diventa e resta davvero utile e significante, e quei sogni, quel potere, quella ricchezza, non resteranno mai solo e soltanto sterili e vani sogni, potere, ricchezza...

A quali band vi ispirate? Io ho notato un’assonanza nella strofa di “Tu paradiso” a “Sweet child o’ mine” dei Guns ‘n Roses…
Ammiro tantissimo la poesia e lo stile compositivo di “Bob Dylan”, principalmente, ma ho sempre ascoltato con grande interesse e stupore il sound e il talento di grandi band tipo “The Beatles”, “Pink Floyd”, “The Rolling Stones”, come anche alcuni grandi pianisti classici, soprattutto i “romantici”... e poi “Dead Can Dance”, “The Watherboys”, “U2”, “Jane’s Addiction”, “Nine Inch Nails”, Radio Head”, “Franco Battiato”... per citarne solo alcuni e, andando più indietro nei miei ascolti, “Soundgarden”, “Ozzy Osbourne”, “Metallica”... e anche i “Guns ‘n Roses”, certamente! Sono stati avvertiti diversi “richiami” nei brani di “supergiù”, ma diversi richiami anche relativamente allo stesso brano, come in “Tu Paradiso”, per restare in tema. E anch’io, ogni volta, riascoltando, ho sentito in un qualche modo l’accenno di quel riferimento di cui mi era stato detto! Così, adesso che me lo dici, è vero! Sento una certa vicinanza sonora di “Tu Paradiso” anche a “Sweet child o’ mine” dei Guns... La cosa interessante, che nel tempo è venuta fuori, credo sia però proprio questa ampia serie di riferimenti che si vanno delineando, anche molto diversi tra loro, e che ogni singolo brano ha lasciato affiorare in diversi ascoltatori. Credo che, questo, possa anche indicare un’originalità di un brano, nella misura in cui sfugga al rischio di un solo riferimento, ma anche una qual certa, direi... “bontà” e “validità”! Ma non funziona sempre in questo modo, ovviamente. Comunque sia, per quanto mi riguarda, non posso dire di avere delle influenze che io abbia “direttamente ricercato”! Tanti stimoli è bello e importante che entrino dentro il tuo essere creativo (ed è peraltro impossibile che ciò non accada!) ma l’importante, sono convinto, è farsi influenzare con assoluta priorità e spontaneità sempre da quell’atmosfera profonda che puoi respirare nella tua stessa vita, ed è questo che rende poi ogni creazione sincera e vera, indipendentemente dalle tue e sue molteplici e possibili positive “contaminazioni”. Quando ho scritto “Tu Paradiso”, in particolare, ricordo che mi “girava” molto l’atmosfera di “Sympathy For The Devil”, dei “Rolling Stones”, di cui avevo vissuto un videoclip proprio la sera prima: l’ho respirata, facendola entrare nella base solida della mia atmosfera... e ho iniziato a suonare... partendo da un bel “mi minore”! Ma, a quel punto, era già “Tu Paradiso” - il primo singolo che, tra l’altro, ha aperto il cammino di questo progetto musicale.

Come mai avete deciso di lasciare la Sicilia?
La scelta di lasciare la Sicilia è stata funzionale alla ricerca di maggiori opportunità, ma anche dettata dalla voglia di confrontarsi e di aprirsi in nuove esperienze di viaggio. La radice, ad ogni modo, rimane sempre, ed è un’assoluta e continua fonte d’ispirazione e di forte tensione creativa. Ogni terra “difficile” ti offre, quanto meno, questa opportunità, se la sai raccogliere. Quando posso, quindi, tendo sempre a “tornare” e lascio che il suo potere e la sua meraviglia mi avvolgano. Questa isola magica, inoltre, offre degli scenari non solo unici ma di grande intensità che, non a caso, sono stati utilizzati per la realizzazione del videoclip della canzone “La Nuova Riva” di cui, come dicevo, ho avuto l’opportunità di curare la regia e, direttamente, la realizzazione. Ogni cosa che si ama si lascia, in fondo... e dico che, proprio per questo, nello stesso tempo, non la si lascia mai! E non credo sia solo “un fatto di cuore” perché è il tuo corpo stesso che la desidera e, se e quando ne hai la possibilità, presto o tardi, l’incontra. Un mio forte desiderio al riguardo: agire coraggiosamente per una Sicilia che offra più possibilità ai suoi talenti ancora nascosti, o in giro per il mondo.

Quali sono i progetti futuri?
Parallelamente alla promozione del concept-album “supergiù” - per la quale sempre ringrazio l’ufficio stampa “Lunatik” col prezioso lavoro di Giampaolo Giabini e dei suoi collaboratori - mi sto dedicando alla produzione di alcuni brani strumentali che andranno presto a completare il concept stesso di “supergiù”, ampliando, in un qualche modo, la “realtà” di quei due pilastri strumentali, “Ov-Est” e “Fuga”, posti alle estremità dell’album stesso. A parte questo, come anticipavo, verso Dicembre, potrebbe uscire anche un libro a cui da tempo sto lavorando e che, da un punto di vista letterario, seguirà il cammino su-per-giù già affrontato musicalmente. La conduzione della regia di altri singoli che seguiranno “La Nuova Riva”, nel frattempo, credo sarà un’esperienza collaterale importante per crescere nel delicato settore della rappresentazione per immagini. Ma affrontiamo tutto con serenità e con quella passione che rende le cose piene di “bellezza”, anche nell’incontro inevitabile di tante difficoltà! A parte questi aspetti promozionali e “produttivi”, progetti futuri, allora... utilizzando qualche titolo tratto da “supergiù”, direi che l’intenzione è quella di utilizzare l’Arte per costruire e rendere finalmente possibile una “Nuova Riva” da cui poter partire; far rinascere lo splendore di quel “Tu Paradiso” che abbiamo dentro; lasciar affiorare quei “Profumi Nuovi” che fortemente desideriamo; riuscire a sentire “L’Infinito In Un Tratto” nelle esperienze di ogni giorno, la qualità enorme che dimora dentro le cose, anche le più piccole, se vere; far sì che i nostri desideri più forti si elevino al cielo come “Fuochi Al Blu”... e realizzare, insieme, fino a rendere davvero reali, e disponibili, questi... “Sogni Di Rivoluzione”.

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