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TYFTDM: New adventures on analog machines
Lunedì 26 Aprile 2010 13:09    PDF  | Stampa |  E-mail

"Thank You For The Drum Machine" è un gruppo aretino nato all’inizio del 2007. Il sound della band nasce da una mescolanza di generi provenienti dalla pregresse esperienze dei quattro componenti. La band è composta da Nicola Violetti, chitarrista di formazione garage-rock con una profonda attitudine new wave, Gabriele Giovannini, bassista istruitosi alla corte di Siena Jazz, Riccardo Sensi, polistrumentista con la passione per i synth e Riccardo Paffetti, batterista di estrazione funk-soul con la passione per l'elettronica. I TYFTDM mescolano influenze garage-punk alle nuove contaminazioni elettroniche, arricchendo il tutto con raffinate ritmiche dance in stile Daft Punk, dando così origine ad un repertorio molto variegato. Nel Settembre 2007, la band registra il primo demo autoprodotto e in meno di un mese viene stampato l'EP dal titolo “Thank You For The Drum Machine”, contenente sei brani inediti ed una ghost track. Nel Marzo 2008 la band partecipa all’Heineken Jammin' Festival Contest 2008 con enorme successo. Nel Gennaio 2009 i ragazzi entrano in studio per registrare il disco d'esordio "New Adventures On Analog Machines". Alle nostre domande ha risposto Nicola Violetti, cantante del gruppo.

Come nascono i TYFTDM e perché questo nome?
I TYFTDM nascono circa tre anni fa ad Arezzo, alla formazione preesistente con il nome The Subjects, composta da Nicola Violetti, Riccardo Sensi e Gabriele Giovannini si unisce il nuovo batterista Riccardo Paffetti. Insieme, i quattro aretini, cominciano ad amalgamare le proprie influenze punk-newwave ed electtro-funk e nel giro di pochi mesi escono con un primo demo autoprodotto grazie anche all'ausilio di Gianluca Valdarnini (già fonico di Andrea Chimenti). In seguito, dopo numerosi lives ed alcune recensioni più che positive, firmano per una nuova etichetta indipendente di Firenze (Live Global) e grazie alla produzione artistica di Fabrizio Barbacci e Paolo Alberta (produttore e fonico dei Negrita) escono nel maggio 2009 con il primo album "new adventures on analog machines".La scelta del nome è dovuta fondamentalmente ad una specie di riconoscenza nei confronti di una vecchia drummachine che ci ha accompagnati per un lungo periodo prima che arrivasse Riccardo Paffetti alla batteria acustica e allo stesso tempo è stata il punto di partenza per lo sviluppo , tutt'ora in corso, del progetto artistico della band, come fusione di una parte punk-rock ed di una molto electro.

Ognuno di voi viene da contesti musicali diversi…come influisce nella composizione?
La diversità dei nostri ascolti e della crescita musicale di ognuno di noi è diventata con il tempo un forte stimolo al confronto di idee; in fase di scrittura diventa un punto a nostro favore in quanto ha reso, fino a questo momento, il nostro lavoro non troppo collocabile ad un solo filone musicale; è nostra intenzione che all'interno di ogni idea siano presenti parti della nostra storia musicale personale.
 
Che ci fate ancora in Italia? Nel senso che questo genere non è compreso nel nostro paese…perché non vi trasferite in England?
L'idea non sarebbe poi così male, ma dobbiamo fare i conti con la vita e la sopravvivenza di tutti i giorni; è vero sarebbe un sogno riuscire a far comprendere fino in fondo il nostro progetto ma non per questo, pensiamo, sia fondamentale uscire dai nostri confini nazionali. L'Italia è ricchissima di realtà indipendenti, tanto "incomprensibili" quanto noi, ma con tanta qualità e genialità compositiva. Abbiamo avuto la fortuna di poterci esibire negli Stati Uniti ed abbiamo avuto la riprova vera e sincera che quello che suoniamo, fuori da alcuni assurdi luoghi comuni presenti nel nostro paese, può avere comprensione ed ampia diffusione. Tutto questo perché in alcuni paesi non è così impossibile aver avuto fra le mani nell'arco della propria vita un qualche tipo di sintetizzatore sonoro o roba simile; cosa che, purtroppo, nel nostro paese diventa un'eccezione assoluta.
 
Di chi è stata l’idea di utilizzare apparecchi elettronici degli anni ‘80?
Da sempre Nicola coltiva una particolare passione per l'elettronica vintage e per la vera e propria programmazione, quella meccanica e per niente fluida al contrario dell'enorme vantaggio dell'utilizzo dei computers odierni. Con il tempo la passione ha contaminato tutta la band tanto che ognuno dei quattro durante il live possiede una propria postazione ricca di macchine analogiche di ogni tipo, synths e drum machines.
 
Quali sono i progetti futuri?
Al momento stiamo suonando quanto più possibile per promuovere il nostro album e portare il nostro progetto in ogni angolo d'Italia e non. Per il futuro ancora non è deciso nulla, abbiamo iniziato a lavorare sul nuovo materiale alla ricerca della strada giusta da intraprendere ma le idee ci sono e ci sembrano interessanti. Abbiamo un contratto che ci lega ancora per molto tempo alla nostra etichetta che lavora ogni giorno con passione e professionalità alla crescita del nostro progetto. Speriamo di continuare il nostro cammino e sviluppo musicale senza limiti o compromessi, cercando di ripagare la fiducia ed il lavoro delle persone che ci stanno vicino e credono in noi.

a cura di Marco Cirilli e Roberta Pierini

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Aprile 2010 15:31 )
 

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