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Tempesta di Fiori: il ritorno di Andrea Chimenti
Lunedì 03 Maggio 2010 13:40    PDF  | Stampa |  E-mail

Il 30 aprile segna il ritorno nel panorama musicale di Andrea Chimenti con “Tempesta di fiori”, a cinque anni di distanza dal suo ultimo inedito. Il cantante inizia il suo percorso musicale nel 1983 con i Moda, con i quali realizza tre album: “Bandiera", "Canto Pagano" (coprodotto da Mick Ronson, il chitarrista di David Bowie e Bob Dylan) e "Senza Rumore”; nel 1989 il gruppo si scioglie e Andrea inizia la sua florida carriera da solista. Nel 1992 realizza il primo album “La maschera del Corvo Nero”; in seguito collabora con Antonio Aiazzi dei Litfiba creando la colonna sonora di un intenso spettacolo teatrale, Chakam che poi viene pubblicata su cd. Successivamente, nel 1996 da’ vita al suo secondo lavoro “L'Albero Pazzo”, pubblicato dal Consorzio Produttori Indipendenti. In un brano dell'album, “Ti ho aspettato (I have waited for you)”, Chimenti duetta con David Sylvian, famoso compositore d'avanguardia inglese che fu, tra l'altro storico frontman di una band di fama internazionale: i Japan. Appare poi nel film “Sono pazzo di Iris Blond” di Carlo Verdone, cantando il brano “Black Hole” e collabora al CD tributo ad Ivano Fossati con “Una notte in Italia”. La sua produzione continua nel 1998 con “il Cantico dei Cantici”, in cui l'attrice Anita Laurenzi, sulle musiche di Andrea, legge l'omonimo testo biblico. A maggio del 2002 realizza il cd "Il Porto Sepolto" (prodotto con Massimo Fantoni) in cui canta alcune poesie di Giuseppe Ungaretti. Nel 2008 esce “ChimentidanzaSilenda”, un cofanetto che racchiude un dvd con 14 brani danzati dalla compagnia Silenda per la regia di F. Maraghini e M. E. Pacileo e la stessa versione audio su cd con brani dagli anni '80 a oggi. Molte altre sono state le collaborazioni e le produzioni di questo artista dai mille volti, che con “Tempesta di fiori” ha voluto interpretare lo sconvolgimento innato dei cambiamenti nella vita di ognuno di noi, dallo smarrimento iniziale alla definizione di uno nuovo status, voluto e ricercato.

Cosa è rimasto dei MODA nella tua musica?
Credo che il periodo dei Moda abbia gettato le fondamenta per tutto quello che sarebbe venuto in seguito. Da allora ho sperimentato mondi sonori molto diversi, ma in questo ultimo cd “Tempesta di Fiori”, credo di aver recuperato delle atmosfere di allora, con un ritorno ad una sonorità pop-rock e una voglia di libertà espressiva tipica di quando si inizia.
 
Nel 1989 è iniziata la tua carriera da solista. Come è stato questo percorso e come definiresti la tua musica?
È sempre difficile definire la propria musica. Penso che sia una di quelle cose che spetta a chi ascolta. Penso di appartenere alla schiera dei cantautori, ma non sono figlio del cantautorato tipico italiano, quello degli anni settanta per intenderci. Per quanto lo apprezzi e ami tanti autori di quegli anni, credo di appartenere a quello inglese, con il quale sono cresciuto artisticamente, anche grazie a molte collaborazioni. Rockautore si può dire?
 
Da sempre hai collaborato con artisti italiani e internazionali di grande successo, come Piero Pelù, Antonio Aiazzi, David Sylvian e Mick Ronson, per citarne alcuni. Ci racconti queste esperienze?
Ogni collaborazione ti lascia qualcosa di speciale aumentando il tuo bagaglio di esperienza. È bello potersi incontrare con quelle caratteristiche che hanno reso famoso un artista: l’energia di Piero Pelù, la signorilità ed eleganza di Antonio Aiazzi, la delicatezza e profondità di David Sylvian, il mito unito all’umiltà di Mick Ronson per citare solo quelli che hai nominato. Credo che siano le stesse canzoni a raccontare l’esperienza vissuta. Quando una collaborazione è ben riuscita, si avverte subito ascoltando il brano, i colori che scaturiscono dalle note rivelano la qualità dell’incontro che prima di essere artistico deve essere umano.
 
Parliamo del tuo ultimo album, “Tempesta di fiori”: è un lavoro molto personale, il brano “Delicato guerriero” è dedicato a tuo figlio. Come nasce questo lavoro?
Ogni disco ha una sua gestazione. Il precedente, “Vietato Morire”,  è nato durante le registrazioni che si sono protratte per più di un anno. È stato un lavoro cesellato con cura, molto lentamente e a tratti con delle difficoltà da superare. Quest’ultimo, “Tempesta di Fiori”, è nato con maggiore spontaneità. Abbiamo iniziato le registrazioni che avevo già composto le canzoni e tutto ha preso la sua forma con naturalezza. L’apporto dei produttori e arrangiatori Guglielmo Gagliano e Stefano Cerisoli, è stato essenziale. Si è creato un bel clima da subito all’interno del Teatro di Castiglion Fiorentino dove abbiamo registrato. I musicisti sono stati tutti straordinari, ringrazio particolarmente i Kiddy Car con i quali ho condiviso un brano e la loro cantante Valentina Cidda che ha prestato la sua voce. È stato bello ospitare mio figlio al violoncello, un’emozione. “Tempesta di Fiori” nasce in un periodo particolare della mia vita, dove tante cose stanno cambiando, dove sono stato costretto a fare delle scelte coraggiose e in parte dolorose, ma sento che tutto spinge verso una rinascita e io devo solo lasciarmi andare e sognare.

a cura di Roberta Pierini

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