I WOT sono in cinque, nascono a Catania, ma suonano inglese; hanno l’Inghilterra nel sangue e non esitano a farla trasparire nella loro produzione musicale. Inutile negare le influenze di artisti made in Uk come i Blur e Franz Ferdinand, ma anche di gruppi storici come i Beatles e i Rolling Stones. La carriera dei WOT è costellata da EP, festival e concorsi musicali di tutto rispetto, che hanno portato la band a produrre autonomamente il loro primo album “Handyman”: dodici brani, di cui otto inediti, tutti cantati rigorosamente in inglese sia per quanto riguarda la lingua che per il sound, che affonda decisamente le sue radici nella musica britannica degli anni ’60. Tra i brani inediti, “Better than Tomorrow” è quello che fa da apripista all’intero album con il suo andamento punk e reggae, ritmi coinvolgenti e musica originale. Nell’insieme, l’album dei WOT è il risultato di un accurato lavoro di studio e arrangiamenti musicali differenti, articolato su musiche mai uguali e canzoni che hanno ognuna una propria caratteristica; niente noia in queste dodici tracce che scorrono vivacemente e lasciano una scia brit-pop alle loro spalle. “Handyman”, letteralmente traducibile con tuttofare, è l’espressione più alta del lavoro di questo gruppo che si è costruito da solo, producendo autonomamente la propria musica; al suo interno, le tracce caratterizzate da un sound internazionale, mettono insieme la genuinità del beat e l’energia del rock, congiungendo la Sicilia al resto del mondo attraverso un semplice tasto: play.
WOT: cosa significa e come è nato questo nome? (Nello) Alla domanda come nasce Wot spesso rispondiamo: “con un parto spontaneo e senza che nessuno se ne sia accorto”. Cercavamo un nome veloce che restasse in testa facilmente, nella ricerca WOT sembrò perfetto anche perché si rifaceva allo slang americano di WHAT (cosa).
“Handyman” è un lavoro decisamente originale, in cui è impossibile non riconoscere il sostrato britannico che lo caratterizza. Ci spiegate il titolo e, più in generale, il contenuto di questo album? (Big Mick) E’ doveroso precisare che il contributo brit che padroneggia nell’album è ormai legato al periodo di gestazione che non è sicuramente il 2010! Handyman racchiude la nostra filosofia, e il nostro modus operandi, è un disco fatto in casa, fatto di nottate e sacrifici personali, ce lo siamo costruiti pian pianino partendo dagli amplificatori, passando per le riprese e i missaggi fino al master. Si tratta di un disco interamente autoprodotto. Ci piaceva l’idea di concentrare in una parola questo spirito artigianale che aleggiava durante le riprese e che tutt’ora aleggia nel nostro modo di fare musica.
“Better than Tomorrow”, il singolo che ha lanciato l’album, ha un titolo tutt’altro che ottimista. C’è stato qualche episodio che ha ispirato questo brano? (Ivo) Periodi neri li abbiamo passati un po’ tutti, per esorcizzare un periodo non proprio brillante ho provato a immaginare la giornata di uno sfigato a cui le cose andavano peggio di come andavano a me in quel periodo, è nata Better Than Tomorrow un sarcastico gioco di parole per sottolineare che a volte al peggio non c’è mai fine.
Voi siete un gruppo che si è autoprodotto, in un mondo in cui i talent show hanno la meglio sulla bravura e antepongono la visibilità alla sostanza. Cosa pensate della musica italiana in questo momento? (Lucio) Esiste un sottobosco di artisti italiani molto interessante, ovviamente non passa in TV, non passa sui network, se ne parla solo sulle riviste specializzate, sulle radio indipendenti, e sul web. Purtroppo una percentuale troppo alta di italiani è stata lobotomizzata dalla TV, lottiamo per resistere. La musica Italiana che vende in Italia fa schifo.
E voi, partecipereste a un talent show? (Little Mick) Solo per boicottarlo e distruggerlo dall’interno, è un modo di fare arte che umilia gli artisti. La musica quella vera la trovi nei garage sotto i palazzi, dentro le cantine, nei posti più sperduti del mondo. Da Maria De Filippi trovi dei ragazzi pieni di buona volontà svuotati di ogni emozione e sfruttati per imporre un pensiero artistico molto discutibile. (Big Mick) Per noi i concerti sono l'unica di esibizione che riconosciamo tale. Il resto è ‘aria fritta’ e da buoni siculi amiamo nutrirci di sostanza.
Quali sono i vostri progetti futuri? (Ivo e Big Mick) Portare il nostro live in giro per l’Italia e anche all’estero cercando di accumulare nuove esperienze per scrivere nuove canzoni e incidere un nuovo album dunque continuare nella stesura del secondo lavoro, trovarci altri lavori per ricaricarci le pile e le tasche, e lavorare per avere un repertorio per i live che spesso manca ai gruppi detti tali, convinti che un album basti per avere un repertorio.
a cura di Roberta Pierini
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Luglio 2010 15:31 )
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